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TRIBUNALE DI GRANDE ISTANZA DI PARIGI
SECONDA CAMERA PRIMA SEZIONE
SENTENZA PRONUNCIATA IL 2 GIUGNO 2003

RICHIEDENTE
Signore Pierre VASARHELYI
Demeurant 66, corso Sextius
13100 AIX EN PROVENCE

rappresentato dal dott. Barthélemy LACAN
avvocato a Parigi

CONVENUTI
Signore André VASARHELYI
5, viale Pierre Brossolette 92160 ANTONY
92160 ANTONY

Signora Michèle TABURNO vedova di
Jean-Pierre VASARHELYI, chiamato YVARAL
74, via du Faubourg Saint Antoine
75011 PARIGI

rappresentato da Yves BAUDELOT
avvocato a Parigi

COMPOSIZIONE DEL TRIBUNALE
Magistrati in occasione del deliberato

Signorina SARDA vicepresidente
Signora DEKINDER vicepresidente
Signor Fabrice VERT vicepresidente
 
UDIENZA del 2 GIUGNO 2003
Seconda CAMERA Prima SEZIONE Seconda CAMERA Prima SEZIONE
N° 1

CANCELLIERE : Anne AGEZ

DIBATTITI : A l’audience du 22 avril 2003, Tenue publiquement

GIUDIZIO : Prononcé en audience publique contradictoire en premier ressort

DICHIARAZIONE DELLA CONTROVERSIA

Il pittore Victor VASARHELYI, detto VASARELY, è deceduto il 15 marzo 1997 all'età di 91 anni.

Ha lasciato alla sua sopravvivenza il suo figlio maggiore, André VASARHELYI, il suo figlio piu giovane, Jean-Pierre VASARHELYI, la moglie di quest'ultimo, Michèle TABURNO, ed il suo nipote Pierre VASARHELYI che é il figlio di Jean-Pierre VASARHELYI.
Pierre VASARHELYI fa valere una volontà di testamento olografico del suo nonno dell'11 aprile 1993 depositato presso DECORPS, notaio a Marsiglia, il 20 giugno 1997, ai termini del quale Victor VASARHELYI lega al suo nipote "tutta la parte disponibile".

Visto il giudizio prima della dichiarazione diritta reso il 16 giugno 1999 dal questo stesso tribunale, al quale si riferisce quanto alla relazione della controversia che ha designato signor COUSIN in qualità d'esperto allo scopo in particolare di dire se, a suo parere, Victor VASARHELYI fosse sano di spirito al momento della redazione del testamento dell'11 aprile 1993.

La relazione d'esperto è stata depositata il 21 maggio 2001.

 

Viste le ultime conclusioni del signore Pierre VASARHELYI significate il 26 novembre 2002 che tengono a vedere:

- dire che il testamento dell'11 aprile 1993 è valida,
- dargli pieno effetto e, di conseguenza, ordinare la consegna delle sue eredità alle spese degli eredi,
- ordinare la liquidazione e la divisione della successione di Victor VASARELY,
- dichiarare decaduto per sentenza i convenuti delle loro domande riconvenzionali,
- ordinare l'esecuzione provvisoria del giudizio da intervenire, nonostante appello e senza cauzione,
- condannare in solidum i due convenuti a pagare al concludente la somma di 7.620 euro ai sensi dell'articolo 700 del nuovo codice di procedura civile,
- condannare in solidum i due convenuti alle totalità delle spese dell'istanza.

Al sostegno delle sue pretese,
Pierre VASARHELYI espone che l'esperto COUSIN, dopo un'analisi meticolosa, metodica ed onesta dello stato di salute di Victor VASARELY, ha concluso giustamente che non c'è ragione di dubitare della capacità civile di quest'ultimo alla data dell’11 aprile 1993, che corrisponde alla volontà olografica del testamento che istituisce Pierre VASARHELYI come legatario della parte disponibile, che d'altra parte, si stabilisce che il suo nonno aveva dell'affezione al suo riguardo e gli ha segnato la sua fiducia nella speranza di vederlo perpetuare la sua Opera in particolare presso la Fondazione VASARELY, che la variazione della graphica di Victor VASARELY sul testamento dell’11 aprile 1993 non è stabilita; in qualsiasi ipotesi non è suscettibile di stabilire un deterioramento grave delle facoltà mentali di Victor VASARELY; che infine, l'apertura della tutela in riguardo di Victor VASARELY essendo il 29 marzo 1994, sia un anno dopo la redazione del testamento controverso, non può costituire una prova dell'insania di spirito di quest'ultimo alla data del testamento.

Viste le conclusioni del sig. André VASARHELYI e della signora Michèle VASARHELYI che agiscono in qualità di esecutori testamentari e di coeredi di Jean-Pierre VASARHELYI deceduto il 2 agosto 2002, che tende a vedere:

- dire que Victor VASARELY n’était pas sain d’esprit, lors de la rédaction du testament du 11 avril 1993,
- dire en conséquence le testament de Victor VASARELY daté du 11 avril 1993 nul et de nul effet,
- débouter M. Pierre VASARHELYI de l’intégralité de ses demandes.

Subsidiairement,

- dire che Victor VASARELY non era sano di spirito, in occasione della redazione del testamento dell'11 aprile 1993,
- dire in conseguenza che il testamento di Victor VASARELY datato dell'11 aprile 1993 é nullo e di nessun effetto,
- dichiarare decaduto per sentenza il sig. Pierre VASARHELYI di tutte le sue domande.
Sussidiariamente
- designare un nuovo esperto che abbia il compito di intendere le persone che hanno vissuto con Victor VASARELY ed in particolare la signora Michèle VASARHELYI, il sig. Bruno ALLART e dott. Pierre DUBREUIL, ed esprimere il suo parere per sapere se alla data dell’11 aprile 1993, Victor VASARELY avesse una chiarezza sufficiente per stabilire, in qualsiasi coscienza, il testamento di cui si prevale oggi Pierre VASARHELYI,
- designare un esperto grafologo per fare l'analisi della scrittura di Victor VASARHELYI,
- condannare il sig. Pierre VASARHELYI a pagare ai sigg. André e Jean-Pierre VASARHELYI una somma di 7.620 euro ai sensi dell'articolo 700 del nuovo codice di procedura civile,
- condannare il sig. Pierre VASARHELYI a tutti i costi.

Al sostegno delle loro pretese, fanno valere che Victor VASARELY, che soffriva della malattia di Alzheimer dal 1990, non aveva facoltà conoscitive dal mese di novembre 1992, che le conclusioni del rapporto del medico COUSIN non possono essere ammesse visto che il medico COUSIN non ha preso in considerazione i parenti di Victor VASARELY, che il rapporto è in contraddizione con le conclusioni di altri medici e che il rapporto stesso è contradittorio.

Sostengono anche che le condizioni nelle quali il testamento è stato stabilito, confermano che l'11 aprile 1993, Victor VASARELY non aveva più il suo libero arbitro; che così il testamento è stato ricevuto da un notaio, altro che quello al quale aveva ricorso di solito Victor VASARELY, che il testamento lega una parte disponibile che Victor VASARELY sapeva nulla, che il suo nipote aveva molto deluso Victor VASARELY;

che il testamento aveva per oggetto di disereditare i due figli di Victor VASARELY per i quali quest'ultimo aveva un'affezione uguale e che infine, il testamento è stato redatto sotto la pressione di Pierre VASARHELYI.

RAGIONI

-Sulla nullità del testamento dell'11 aprile 1993.
Deriva dalle disposizioni dell'articolo 901 del codice civile che "per fare un testamento, occorre essere sani di spirito", e delle disposizioni dell'articolo 489 capoverso 1 dello stesso codice che la prova dell'insania di spirito pesa sul richiedente in nullità, dunque su quello che adduce l'insania di spirito.

In questo caso, il sig. André VASARHELYI e la signora Michèle VASARHELYI chiedono la nullità del testamento di Victor VASARELY dell'11 aprile 1993 per insania di spirito, spetta a loro di portare la prova dello stato d'insania di Victor VASARELY all'epoca del testamento, tutti i modi di prova essendo ammissibili.

Il Sig. André VASARHELYI e la signora Michèle VASARHELYI articolano tutta una serie di elementi per tentare di dimostrare che Victor VASARELY non era sano di spirito nonostante le conclusioni contrarie del medico COUSIN, commesso come esperto da questo stesso tribunale.

Sorge dalla lettura della relazione di competenza del medico COUSIN che quest'ultimo ha proceduto alle sue operazioni di competenza in modo meticoloso e coerente; che infatti, ha esaminato con precisione i vari rapporti dei medici che hanno conosciuto lo stato di salute di Victor VASARELY da quando quest'ultimo ha presentato un inizio di deterioramento intellettuale in seguito al decesso di sua moglie il 27 novembre 1990; che ha esaminato tutti i elementi che gli sono stati comunicati dalle parti e che ha anche inteso Pierre, Jean-Pierre e André VASARHELYI.

Di conseguenza, il tribunale prenderà in considerazione le conclusioni particolarmente circostanziate di questa relazione che indica:

"- che Victor VASARELY ha presentato un inizio di deterioramento intellettuale durante l'anno 1990;" che questo deterioramento è stato estremamente fluttuante con periodi di confusione e di disorientazione, di durata variabile, in gran parte influenzata da eventi somatici o emozionali che hanno potuto toccare la persona, nata nel 1906, cioè il decesso di sua moglie il 27 novembre 1990, le battaglie giuridiche riguardando la Fondazione ed ai rapporti d'affari del sig. DEBBASCH, delle affezioni somatiche intercorrenti in particolare infezioni polmonari, rottura del femore il 5 novembre 1992, - che gli esperti che lo hanno conosciuto sono d'accordo per dichiararlo sano di spirito fino alla fine dell'anno 1990 e ne fanno un incapace maggiore all'inizio dell’anno 1993 (rapporto del dott. FREMONT), che i loro avvisi divergono per sapere la data precisa dell’aggravazione dei sintomi deteriorativi durante l’anno 1993 ;
- che i medici che lo hanno incontrato e conosciuto a quest'epoca (durante l'anno 1993) sono dei medici specialisti, i dott.AUZIAS e BLED; che il primo constata perturbazioni intellettuali soltanto a partire dalla fine dell'anno 1993; che d'altra parte, al di fuori delle attestazioni molto contradittorie fornite dalle due parti, nessun elemento esterno di tipo comportamentale prova il deterioramento della persona:
- non ci sono spese inconsiderate o gestioni incoerenti,
- non ci sono condotte inadatte o scandali,
- non ci sono comportamenti anormali o messa in pericolo di altre persone;
- che al contrario, tutti i testimoni lo hanno sempre considerato come una persona al carattere suggestible, cioè facilmente influenzabile, dotato di una prodigalita quasi patologica, cosa che non è sufficiente a rendere una persona civilmente incapace,
- che nessun elemento può fare dubitare della capacità civile del sig. Victor VASARHELYI in occasione della redazione del testamento olografico dell'11 aprile 1993.
Il fatto che il dott. COUSIN non abbia inteso in modo esauriente l'ambiente di Victor VASARELY non è in sé stesso una ragione valida per vedere ordinare una seconda perizia sullo stato di salute di Victor VASARELY; questa domanda sarà dunque respinta dal tribunale.
Il tribunale non può trarre alcuna conseguenza sullo stato delle facoltà mentali di Victor VASARELY, al momento della redazione del testamento controverso, della circostanza secondo la quale questa volontà è stata ricevuta da un notaio diverso da quello al quale Victor VASARELY si rivolgeva di solito né della circostanza secondo la quale abbia legato una parte disponibile di cui sapeva che non esisteva, tanto più che nello stato, questa ultima circostanza procede di una semplice dichiarazione dei convenuti.
Quanto allo stato delle relazioni che sono esistite tra Victor VASARELY ed il suo nipote, sorge da molte parti versate ai dibattiti su quest'argomento, ed in particolare di lettere che emangono da Victor VASARELY, che quest'ultimo si è mostrato particolarmente prodigo con il suo nipote offrendogli numerose opere d'arte o somme di denaro in occasione delle sue visite e che se Victor VASARELY si lagna in queste lettere "... delle esigenze permanenti di piccolo - Pierre" (lettera datata del 28 maggio 1990 indirizzata da Victor VASARELY a suo figlio Jean-Pierre VASARHELYI), attestano però l'attaccamento di Victor VASARELY nei confronti del suo nipote, attaccamento corroberato dal fatto che Pierre VASARHELYI ha occupato delle funzioni alla Fondazione VASARELY come l’attesta una lettera del 23 ottobre 1992 di quest'ultimo ai termini della quale scrive che "non è mai stato portato alla mia conoscenza che hai mancato ai tuoi obblighi. Al contrario, hai lavorato con passione e devozione per la Fondazione, senza mai tirare un vantaggio personale del nome che porti, come te l’ho sempre chiesto ".
Infine, le variazioni di scrittura di Victor VASARELY denunciate dai convenuti, e del resto affatto ovvie, non possono bastare a dimostrare che il redattore del testamento non fosse sano di spirito.
Una perizia grafologica non si impone affatto ed i convenuti saranno dichiarati decaduti per sentenza della loro domanda formata di questo capo.
Occorre considerare, in base a tutti gli elementi in questione che se stabiliscono che Victor VASARELY abbia conosciuto un certo indebolimento dello spirito a partire dalla fine dell'anno 1990 dovuto all'età ed alla malattia, non permettono di caratterizzare uno stato d'insania di spirito di Victor VASARELY all'11 aprile 1993 tale da vedere annullare il testamento redatto a questa data.
Il tribunale, in conseguenza, valida il testamento dell'11 aprile, ordina la consegna delle eredità, ordina le operazioni di conto, liquidazione e divisione della successione di Victor VASARELY nelle condizioni del presente dispositivo, dichiara decaduto per sentenza l'insieme della domanda dei convenuti.
Essendo nessun'urgenza caratterizzata, non c'è motivo di ordinare l'esecuzione provvisoria.
Sembra equo di lasciare a carico delle parti le sue spese irripetibili e dice la non applicazione dell'articolo 700 del nuovo codice procedura civile.

CON QUESTE RAGIONI
IL TRIBUNALE,

Deliberando pubblicamente per giudizio contradittorio ed in prima istanza;

Valida il testamento di Victor VASARELY dell'11 aprile 1993;

Ordina la consegna delle eredità a signore Pierre VASARHELYI;

Detto in applicazione delle disposizioni dell'articolo 1016 del codice civile che le spese della domanda in consegna saranno a carico della successione senza tuttavia che possano risultare riduzioni della riserva legale, le tasse di registro restando dovute dal legatario;

Ordina che alle richieste, prosecuzioni e diligenze del sig. Pierre VASARHELYI, in presenza del sig. André VASARHELYI e della signora Michèle VASARHELYI, sarà dal Presidente della camera Interdipartimentale dei notai di PARIGI che il tribunale commette con facoltà di delegare ogni membro della sua società, e sostituirlo se necessario, metodo alle operazioni di conti, liquidazione e divisione della successione di Victor VASARELY;

Designa il Presidente del tribunale di grande istanza di PARIGI o tale magistrato commesso da quest’ultimo per riferire sullo stato di liquidazione se vi occorre;

Detto non dovere ordinare l'esecuzione provvisoria;

Respinge le domande ai sensi dell'articolo 700 del nuovo codice di procedura civile;

Condanna in solidum il sig. André VASARHELYI e la signora Michèle VASARHELYI al pagamento dei costi d'istanza di cui distrazione a profitto degli avvocati che ne hanno fatto domanda conformemente alle disposizioni dell'articolo 699 del nuovo codice di procedura civile.

Fatto e giudicato a PARIGI, IL DUE GIUGNO DUEMILATRE

IL CANCELLIERE IL PRESIDENTE
Anne AGEZ Mlle SARDA

 

 
 

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